Le diete si basano sulla forza di volonta’, “devi” rinuciare a questo e quello, “devi” seguire delle regole estremamente rigorose e lo sai bene che potrei andare avanti per ore. Uso la parola “devi” perche’ e’ sempre una imposizione e la teoria e’ che con la forza di volonta’ ti imponi tutte queste rinunce per poi poter dimagrire.

Dimagrire da Campioni al contrario e’ un sistema molto sofisticato che fa leva su molti componenti, uno dei quali e’ l’immaginazione. Se hai letto l’articolo su cos’e’ e come funziona l’allenamento mentale, sai gia’ che i campioni sportivi (e non solo) si allenano mentalmente tanto quanto si allenano fisicamente.

L’allenamento mentale non e’ altro che l’uso dell’immaginazione per far lavorare il cervello nel modo piu’ efficace possibile e ottenere risultati eccezionali, non possibili altrimenti.

Quello di cui le persone non si rendono conto e’ che la forza di volonta’ deve andare di pari passo con l’immaginazione ovvero con quello che hai in testa.

Le due cose devono andare nella stessa direzione, sai perche?

Perche’ se metti in conflitto la volonta’ con l’immaginazione, l’immaginazione vince sempre. E dico SEMPRE. Punto.

E ti starai chiedendo, Walter, ma che stai a dicendo?

In generale le persone si forzano nel mettersi a dieta ogni volta che proprio si sentono troppo male con se stesse per i chili in piu’ accumulati.

Faccio una piccola parentesi su questo punto. Ci sono anche altri meccanismi ma prediamo per ora come esempio il circolo vizioso del mangiare emotivo. Funziona cosi’: il mangiare emotivo ti fa sentire bene a breve termine. Allora il cibo diventa una vera e propria droga.

E’ una questione chimica, il cibo (soprattutto dolci e carboidrati) stimola il cervello a produrre sostanze chimiche che cambiano come ti senti. Stesso processo usato dalle droghe e dagli psicofarmaci, solo ad un livello diverso.

Allo stesso tempo c’e’ il senso di colpa, la rabbia con te stessa, il fatto che non e’ quello che veramente vuoi…. lo fai perche’ hai bisogno, in qualche modo, di sentirti meglio per quello che ti sta succedendo emotivamente.

Lo sfogo nel cibo ti fa sentire meglio a breve, dopo ti senti uno schifo e quando tutto questo diventa insostenibile, arrivi ad una soglia dove ti dici, no basta, devo cambiare. E provi a mettere in funzione la forza di volonta’ per metterti a dieta…

C’e’ un problema FONDAMENTALE pero’. Quello che pensi non e’ cambiato, le tue convinzioni sul fatto che sara’ dura, che non ce la farai come e’ successo tutte le altre volte, che sarai affamata e nervosa, quelle non sono cambiate.

Quella e’ la tua immaginazione, quello che credi di te stessa, quello che pensi succedera’.

Allora, da una parte ti vuoi forzare (come al solito, nota le parole, ti “vuoi forzare” = “forza di volonta’”), dall’altra ti scontri con quello che pensi succedera’, ovvero la tua immaginazione visto che niente e’ ancora accaduto.

Immaginazione tra l’altro rafforzata da esperienze passate, ben impressa nel cervello da anni di allenamento mentale che hai fatto senza rendertene conto e in modo sbagliato, per prepararti al fallimento che, viste le condizioni, in fondo sai sara’ inevitabile.

Allora c’e’ la lotta interiore tra forza di volonta’ (quello che vuoi) e immaginazione (quello che in fondo pensi succedera’).

Punto importante: se forza di vonta’ e immaginazione lavorano insieme, ottieni risultati eccezionali. Se forza di volonta’ e immaginazione sono in conflitto, vince SEMPRE l’immaginazione. SEMPRE.

E te lo dimostro, perche’ quando ti dico una cosa, te la dico sempre con cognizione di causa.

Rifletti su questo piccolo esempio, te ne potrei fare a decine ma questo e’ bello perche’ rende l’idea in modo molto chiaro e preciso.

Immagina una passerella, come quella delle sfilate di moda, piuttosto larga, dove puoi camminare in tranquillita’ e sicurezza.

Immaginala lunga, come se fosse in mezzo ad un campo di calcio, che va’ da una porta all’altra, in mezzo al campo. Se ti dicessi di camminare sulla passerella che si trova a pochi centimetri da terra, come ti sentiresti? La passerella e’ piuttosto larga, potresti andare su e giu’, correre, saltare, fermarti, fare un po’ quello che vuoi in tutta tranquillita’ senza nessuna paura di cadere.

Mi segui? Ok.

Ora prendiamo quella passerella e la mettiamo tra due grattacieli a 100 metri di altezza. La passerella e’ saldamente ancorata, rigida, solida ma e’ sospesa a 100 metri di altezza tra due grattacieli. Tu sei all’inizio, sali sulla passerella e guardi sotto. Vedi le macchine piccole piccole, come puntini, ti immagini come sarebbe il tuo corpo spiaccicato per terra se cadessi, smembrato a pezzi. Sarebbe la prima cosa che pensi se veramente fossi in quella situazione, non credi?

Adesso prova a camminare sulla passerella sospesa a 100 metri di altezza. E’ una giornata di sole, senza un filo di vento. La passerella e’ sicura, saldamente ancorata. Non hai scuse se non la paura di cadere perche’ adesso la passerella non e’ piu’ sul campo di calcio a pochi centimetri da terra, e’ sospesa per aria.

Quando la passerella stava a terra, non avevi paura di cadere, di farti male. In fondo era larga piu’ che a sufficienza, cammini da quando sei una bambina e attraversare il campo era una semplice passeggiata.

Ma quando e’ sospesa in alto, le cose cambiano. In realta’ lo potresti fare e non succederebbe niente, cosi’ come non succede niente quando lo fai a terra. La differenza e’ la paura di cadere, di fare uno sbaglio che anche se improbabile sarebbe fatale.

Non c’e’ forza di volonta’ che ti possa far camminare su quella passerella a 100 metri da terra.

Non te l’aspettavi, eh?

L’immaginazione….

E’ potente, estremamente potente e non c’e’ forza di volonta’ che possa vincere l’immaginazione. Non esiste. Perche’ ti potrebbero pagare un milione di euro per camminare tra quei due grattacieli ma ad un certo punto la pressione diventerebbe troppa e, o svieni o ti inchiodi, ghiacciata dalla paura.

L’immaginazione…

E’ la stessa dei sogni ad occhi aperti, la stessa che usavi da bambina per giocare, per essere felice con poco, per imparare come funzionano le cose.

Ce l’avevi i compagni di gioco immaginari quando eri bambina? Molti bambini ce l’hanno, e’ un fenomeno che c’e’ in tutto il mondo, indipendentemente dalla cultura, dal paese, dalla lingua. E’ quello che permette ai bambini di essere felici con poco, quasi niente.

Mio padre aveva una societa’ di impianti elettrici, io da piccolo andavo in magazzino, facevo scorpacciata di spine elettriche, riduzioni, spine triple e con tutto quello costruivo astronavi che a me sembravano bellissime, piu’ belle di qualsiasi cosa fosse al negozio di giocattoli.

L’immaginazione….

E lo sai qual’e’ la cosa piu’ triste? Che adesso che sei cresciuta il 99% delle volte usi l’immaginazione per vivere la vita in cima a quei grattacieli, quando ti senti che se fai uno sbaglio sei morta. Ti sei fatta film su cose che non esistevano, appunto immaginarie….

Un paio di commenti presi dal blog di Dimagrire da Campioni:

Vania :

anche la mia mente, se disgraziatamente qualcuno rideva al mio passaggio, iniziava a fare una serie di film su tutti i commenti pi? cattivi che avrebbero potuto fare?in realta’ ?erano i nostri quei commenti!!!

Cate:

Poi ho avuto l’Illuminazione, come la chiamo io, crescendo ho capito che non erano gli altri a giudicarmi per il mio essere soft ma ero IO e solamante IO che mi sentivo inappropriata in ogni luogo e con chiunque… nessuno si voltava a guardarmi o sorrideva se mi aveva vicino, ero io che mi facevo venire tutte queste strane idee?.

Se usi l’immaginazione nel modo sbagliato, e’ come se metti la passerella a 100 metri di altezza. Ti complichi la vita inutilmente. E infatti appena “sgarri” dopo aver iniziato la dieta e’ come se fossi caduta, spiattellata al suolo. Diventi uno zombie e visto che tanto sei morta dentro, “chissene se poi ingrasso….”

E il circolo vizioso ricomincia….

Tutto questo per dirti, hai fallito nel passato non perche’ sei una fallita ma semplicemente perche’ hai creduto (come ti hanno sempre detto) che potevi risolvere i problemi solo con la forza di volonta’. E ti sei sentita sola, sbagliata, incompresa, fallita (un saluto ad Isabella…).

Come usi l’immaginazione e’ una tua scelta, rifletti su questo…. :)

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A presto :)

Walter